Emulsionanti

emulsionanti; metiglucosio sesquistearato; cetil palmitato; spermaceti;

Gli emulsionanti sono sostanze che aiutano a miscelare due liquidi normalmente non in grado di mescolarsi.

Ad esempio se cerchiamo di mescolare dell'olio con dell'acqua noteremo subito che, dopo pochi minuti dall'ultima mescolata, i due liquidi si dispongono in modo da separarsi completamente.
Questo accade perchè l'acqua è un liquido formato da molecole polari, mentre l'olio da molecole apolari! Di conseguenza le molecole non hanno affinità l'una per l'altra e tendono a stare con le proprie simili anzichè mescolarsi tra loro.
È tutta una questione energetica.

Quando invece osserviamo la maionese non vediamo accadere lo stesso processo seppur anche in questo caso vengano miscelate sostanze con caratteristiche opposte (l'olio e l'acqua presente nell'albume d'uovo). La separazione non accade perché in questo caso interviene un EMULSIONANTE in nostro aiuto: la lecitina contenuta nel tuorlo circonda piccole goccioline di olio rendendole stabili all'interno dell'acqua, non dando loro modo di aggregarsi in grossi complessi (processo chiamato coalescenza).

 

In cosmesi vengono utilizzati due tipi di emulsioni

 

  1. Emulsioni O/A: Olio in Acqua, in cui è l'olio ad essere disperso in piccole gocce all'interno dell'acqua
  2. Emulsioni A/O: Acqua in Olio, in cui l'acqua viene dispersa in gocce all'interno dell'olio

 

La scelta del tipo di emulsione dipende dalle caratteristiche che vogliamo far avere al prodotto: un'emulsione O/A avrà una fase acquosa molto consistente, risultando meno pesante di una A/O in cui invece è la fase oleosa a dominare.

 ao e oa

La cosmesi naturale utilizza emulsionanti che derivano in maggior parte da zuccheri, cere vegetali e animali, che risultano meno aggressivi per la pelle e per l'ambiente: i più utilizzati sono

  • cera d'api
  • lecitina di soia
  • cetearyl & sorbitan olivate (Olivem 1000)
  • alcool stearilico & alcool cetilico (alcool cetilstearilico)
  • acido stearico
  • cetilpalmitato
  • metilglucosio sesquistearato

Cera d'api e lecitina sono gli emulsionanti più naturali che si possono trovare in natura, nel senso che non vengono alterati chimicamente dall'uomo: entrambi contengono grandi quantità di alcoli grassi che si comportano da emulsionanti. Vengono utilizzati poco nella cosmesi naturale perché sono in grado di emulsionare solo in presenza di alte percentuali di grassi: vengono più spesso impiegati come co-emulsionanti, per protrarre nel tempo la stabilità dell'emulsione finita. Sono emulsionanti pesanti, da usare in grande quantità e hanno dei difetti grossolani: la cera crea una fastidiosa scia bianca e occlude i pori della pelle mentre la lecitina trasferisce il suo colore marroncino alle preparazioni.

Dall'olio d'oliva si ricavano il cetearyl olivatee il sorbitan olivate, che si trovano in commercio sotto forma di miscela con il nome di "Olivem 1000". Oltre ad emulsionare fungono anche da sostanze idratanti, ma vengono scelti poco perché per ottenere buone emulsioni è necessario inserirne una quantità piuttosto elevata (almeno 5%): poiché cerosi conferiscono alla crema una pesantezza notevole e causano il fastidioso effetto "scia bianca".

Da olio e palma si ricava la maggior parte degli emulsionanti utilizzati nella fitocosmesi -alcool cetilstearilico, acido stearico, cetilpalmitato- : hanno tutti consistenza cerosa ma evitano la formazione della scia bianca, rendono la crema trasparente e permettono di spalmarla facilmente sulla pelle.

Il metilglucosio sesquistearato invece è ricavato dallo zucchero: è un emulsionante idrofilo molto utilizzato, forse il più usato. Viene spesso inserito in combinazione con l'alcool cetilico, che io personalmente sostituisco con il cetilpalmitato perchè non amo aggiungere alcoli all'interno dei miei prodotti. Lo utilizzo al 3%, accompagnato con un coemulsionante al 2%.

metiglucosio; sesquistearato; cetil; palmitato; spermaceti;

Metilglucosio sesquistearato & cetil palmitato

HLB

Potrebbe succedervi di leggere da qualche parte questo termine per classificare gli emulsionanti, e io vorrei darvi qualche indicazione per capire il suo significato. HLB significa Hydrophilic-Lipophilic Balance e indica quindi il rapporto idrofilico/idrofobico di un emulsionante: praticamente ci indica la tendenza dell'emulsionante tensioattivo ad essere affine ad una fase piuttosto che ad un altra dell'emulsione.
Più l'HLB di un tensioattivo è alta più questo sarà affine alla componente acquosa, più è basso più invece lo sarà a quella lipofila.

L'HLB è caratteristico di ogni singolo emulsionante, quindi ci permette di capire quale tra i tanti emulsionanti è il più efficace per un certo tipo di emulsione.

  • con HLB alto l'emulsionante è efficace per emulsioni O/A
  • con HLB basso l'emulsionante è efficace per emulsioni A/O

emulsionanti hlb2

Per altre informazioni sull'HLB e per scoprire come calcolarlo leggi qui.

Quand'è che si parla di tensioattivi e quando di emulsionanti?

Inserisco questo argomento perché personalmente mi ha richiesto parecchio tempo per capirlo. È un dubbio che mi sono portata avanti per un bel po', anche perché è poco trattato sul web.
Spesso c'è una grande confusione tra tensioattivi ed emulsionanti: i negozi on-line di materie prime tendono a classificarli assieme, impedendoci quindi di distinguere velocemente quale prodotto che acquistiamo sia un emulsionante e quale un tensioattivo.

In realtà la distinzione non è così netta, infatti i tensioattivi sono emulsionanti - solitamente liquidi ma ne esistono anche di solidi - che hanno la caratteristica specifica di abbassare la tensione interfacciale dei due liquidi (tensione interfacciale = è la tensione che si crea sulla superficie di incontro di due liquidi di natura opposta - ad esempio l'acqua polare e l'olio apolare -). In poche parole quindi possiamo dire che i tensioattivi hanno una regione polare e una apolare, e sono in grado di posizionarsi a livello della superficie di contatto tra due liquidi non mescolabili in modo da diminuire la loro normale repulsione.

Non tutti gli emulsionanti però sono tensioattivi: esistono anche altri tipi di emulsionanti che non agiscono diminuendo la tensione interfacciale, ma sono particelle solide insolubili dalle dimensioni molto piccole che creano una barriera meccanica tra le varie goccioline. (Per approfondire vedi: stabilizzanti di Pickering)

Emulsionanti
  1. Tensioattivi
  2. Stabilizzanti

Spesso nelle emulsioni cosmetiche professionali vengono comunque utilizzati entrambi contemporaneamente, per aumentare l'efficacia dell'emulsione.

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