Conservanti

La conservazione dei nostri prodotti ci permette di non doverli preparare da zero ogni giorno, ma di poterli consumare in periodi di tempo prolungati. Senza un conservante la nostra formulazione si riempirebbe di microbi e batteri in breve tempo se a contatto con superfici non sterili come le mani o l'aria stessa.

Il conservante serve ad evitare che si creino terreni di coltura favorevoli per la crescita di batteri nei nostri prodotti: per questo motivo sarà indispensabile aggiungerlo solo in prodotti che contengono acqua in quantità notevoli, quindi ad esempio in tutte le emulsioni O/A, in tutti i detergenti e tonici...
Non sarà necessario invece se il nostro prodotto è formato solo da fasi grasse, che non permettono lo sviluppo di batteri: in questo caso avremmo bisogno di un antiossidante per evitare l'invecchiamento degli oli e il loro irrancidimento. (Per saperne di più sugli antiossidanti vedi qui)

I conservanti naturali purtroppo sono pochi e spesso inefficaci; in questo caso è necessario affidarsi ai prodotti di sintesi o a prodotti ricavati artificialmente da sostanze di origine vegetale.

Nell'autoproduzione i conservanti utilizzati sono principalmente tre

 
Sodio benzoato e potassio sorbato sono una coppia di conservanti molto usati a livello industriale per cosmetici naturali paraben free.

Se acquistate un qualsiasi shampoo certificato Ecocert e leggete l'etichetta INCI sicuramente ci troverete questi due ingredienti. In coppia assicurano una grande protezione da funghi e batteri di ogni tipo, ma non vengono scelti quasi mai nella cosmesi di auto-produzione perchè sono efficienti solo in intervalli di pH compresi tra 3 e 5.
Capite bene che è abbastanza difficile essere sicuri di mantenere in tutte le formulazioni un pH compreso in questo intervallo. Senza considerare poi che ci sono formulazioni per cui un pH di questo tipo non è adatto.

Il potassio sorbato ha potere antifungino e agisce a pH tra 4 e 5, il sodio benzoato è antimicrobico e agisce a pH tra 3 e 5.

Il potassio sorbato nei cosmetici è consentito a concentrazioni non superiori allo 0,6%, mentre il sodio benzoato al massimo allo 0,5%.?

 

Il Leucidal è il nome commerciale di un estratto di ravanello, venduto sul sito AromaZone, che ha proprietà conservanti. Ha la caratteristica di essere idrosolubile ed è quindi molto adatto per conservare prodotti liquidi come ad esempio tonici e acque micellari. Io personalmente non l'ho mai utilizzato. Si usa in percentuali che vanno dal 2% al 3%.

Al Leucidal preferisco di gran lunga un altro conservante, poco conosciuto perchè in commercio da poco tempo sul sito Farmacia Vernile, che ha il nome di Preservacosm. È una miscela di vari composti (INCI: aqua, glycerin, phenethyl alcohol, caprylyl/capryl glucoside, undecylenoyl glycine, levulinic acid, sodium levulinate, potassium hydroxide) che ha azione seboregolatrice se usato all'1%, conservante se usato al 2.5%. Anche questo è idrosolubile e quindi facilmente utilizzabile in formulazioni acquose. Agisce a pH compresi tra 4 e 6. Ha una buonissima profumazione di rosa.

Questi due prodotti contengono sostanze considerate dalla grande cosmesi "conservanti non conservanti", in quanto non appaiono nella lista dei conservanti tradizionali elencati nell'allegato V della normativa sui prodotti cosmetici. Per questo motivo è possibile dichiarare un prodotto che li contiene come privo di conservanti.
Questa classificazione tuttavia non pregiudica il fatto che entrambi abbiano in effetti un effetto antibatterico/antifungino.

 

Il conservante di gran lunga più utilizzato è il Cosgard, una miscela di alcool benzilico e acido deidroacetico, che ha un ampio spettro di azione. Agisce infatti a pH compresi tra 5 e 8, permettendoci con un unico prodotto di conservare quasi tutti i tipi di formulazioni cosmetiche.
L'acido deidroacetico agisce contro batteri e funghi a pH compreso tra 5 e 6,5, l'alcool benzilico contro alcuni batteri a pH maggiore di 5.

La miscela è liposolubile, infatti non si mescola in prodotti acquosi ma rimane indisciolta sotto forma di piccole goccioline. Si usa in concentrazioni tra lo 0,2% e l' 1%, ma viene quasi sempre aggiunta allo 0,6%.
La norma vieta l'utilizzo di acido deidroacetico al di sopra dello 0,6%, mentre la dose massima consentita per l'alcool benzilico è l'1%. Questo spiega perchè la miscela dei due abbia come dose consigliata 0,2-1%.

Ha un brutto difetto: ha un cattivo odore che si percepisce nel prodotto a lungo, andando ad alterare la profumazione scelta. Se puro può corrodere la plastica: è sempre preferibile aggiungerlo con una pipetta contagocce piuttosto che versarlo (una volta per pigrizia l'ho versato direttamente sul contenitore sopra la bilancina, sgocciolando, e il colore del piatto si è sciolto dove era caduto il prodotto) e consiglio di non toccarlo con le mani.

 

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