Additivi

Con la parola additivi si intendono tutte quelle sostanze superflue che non alterano la composizione chimica dei prodotti, ma che ne migliorano l'aspetto ad esempio alterandone il colore e il profumo. Gli additivi inoltre corrono spesso in nostro aiuto: pochi oli e pochi principi attivi vegetali hanno anche un buon odore, e le fragranze possono neutralizzare questi difetti senza alterare la qualità della miscela.

Potrebbero sembrare componenti del tutto inutili, tuttavia giocano un ruolo importantissimo e decisivo al momento della scelta del prodotto: la prima cosa che si fa - istintivamente - quando si analizza un cosmetico è osservarne la texture e il colore, e odorarne il profumo, per capire se ci potrebbe soddisfare o meno. La maggior parte dei cosmetici di profumeria viene scartata automaticamente dalla nostra mente perché non ci attrae la confezione, il colore, l'odore... Dopotutto è necessario anche questo tipo di classificazione "a pelle" per orientarsi nella grande varietà di prodotti che ci sono in commercio.
Per questi motivi gli additivi sono sostanze fondamentali, seppur chimicamente inerti e privi di ogni beneficio verso la nostra pelle.

Anche se nella cosmesi artigianale si potrebbe evitare il loro utilizzo perché non sussiste una tale preoccupazione, è sempre sgradevole utilizzare un prodotto che - per quanto buono - presenta un cattivo odore e un colore poco accattivante. Allo stesso modo se vogliamo utilizzare i nostri prodotti per fare dei regali è essenziale presentarli nel modo più professionale possibile, o rischiamo far apparire il nostro regalo come qualcosa di creato in modo sbrigativo e senza cura.

[Le informazioni e le immagini che riporterò qua sotto sono per lo più tratte dal libro "I miei cosmetici: cosmetologia estetica a base naturale" di Gabriella Hunger Ricci.]

COLORANTI

Gli effetti dei coloranti sulla pelle sono poco conosciuti: la maggior parte è probabilmente innocua, ma si pensa alcuni agiscano da allergizzanti e sensibilizzanti. Per questo motivo la legislazione europea ha definito un elenco preciso di coloranti ammessi nella produzione cosmetica e alimentare - studiati e riconosciuti come innocui -, anche per quanto riguarda quelli di origine naturale.
I coloranti di origine naturale sono comunque poco utilizzati in cosmesi a causa della difficoltà a mantenersi stabili in condizioni di pH, luce e calore variabili. Si preferiscono quindi i pigmenti artificiali, più stabili ed economici.

Tra i pigmenti di origine vegetale ritroviamo

  1. bietola rossa - rosso/rosa
  2. ortica - clorofilla verde
  3. hennè - bruno/rosaceo
  4. propoli
  5. noce - bruno
  6. carbone vegetale - nero

Ogni colorante derivato da fonti naturali - animali o vegetali - è indicato con una sigla CI, che sta a indicare "Colour Index", seguita da una sequenza di numeri compresa tra 75000 e 75999. Questa è la lista di quelli ammessi in Europa:

Il colorante CI 75470 di origine animale è ricavato dalle femmine di cocciniglia, un parassita delle piante: per produrre 1kg di colorante si utilizzano oltre 100.000 insetti.

Altri tipi di coloranti sono quelli di origine minerale, usati soprattutto nel make-up:

  1. caolino - bianco
  2. mica - oro, neutra o colorata
  3. biossido di titanio - bianco

[Per informazioni su questo tipo di coloranti vedi questa pagina.]

Tutti gli altri tipi di coloranti sono di origine sintetica; vengono classificati in base alla loro solubilità

  1. pigmenti - insolubili, usati in dispersione
  2. lacche
  3. smalti

PROFUMI

I profumi conferiscono ai prodotti odori piacevoli, caratterizzandoli. Tutti i profumi, tuttavia, sono tendenzialmente allergizzanti, sia quelli naturali che quelli sintetici.

Per profumare i prodotti vengono utilizzati principalmente:

  • fragranze - INCI: fragrance, parfum
  • oli essenziali - INCI: oil

Il principale componente degli oli essenziali è il linalool, una sostanza aromatica tendenzialmente allergizzante, spesso presente assieme a limonene e citronellol. Sono queste le sostanze sensibilizzanti che rendono gli oli essenziali poco adatti per le zone sensibili come il contorno occhi.
Gli oli essenziali inoltre penetrano in profondità - alcuni arrivano addirittura ad entrare nel circolo sanguigno - grazie alla natura microscopica delle molecole che li compongono: vanno quindi utilizzati in percentuali molto basse (qualche goccia, da 2 a 20 per 100 grammi di prodotto), anche perchè la profumazione è molto forte e concentrata.

Per profumare i prodotti quindi, se non si vuole aggiungere anche un effetto attivo assieme alla profumazione, si preferisce usare le fragranze. Quelle che si trovano in commercio sono spesso ipoallergeniche, per cui non sensibilizzano la pelle nè agiscono su di essa, ma lasciano soltanto una fragranza piacevole utile per coprire per esempio l'odore acre dei tensioattivi nei bagnoschiuma.
Le fragranze profumano meno degli oli essenziali, per cui ne serve una quantità maggiore. Il difetto di alcune fragranze è, comunque, che nel tempo il prodotto le "assorbe", perdendo un po' della profumazione originale; può anche accadere che l'odore finale sia molto diverso da quello originale, per cui è meglio testare a lungo termine una fragranza prima di utilizzarla per confezionare dei regali!

Le profumazioni hanno ricevuto una classificazione in base al "gusto" che producono:
[Di seguito la tavolozza olfattiva, a cura di Farotti Essenze "Descrizioni olfattive"]

  1. legno-cuoio
  2. speziate
  3. orientali
  4. cipriate
  5. aromatiche
  6. tonalità verdi
  7. tonalità acquatiche

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